Preghiera per la pace: quarant’anni da Assisi
Il 27 ottobre 2026 ricorrono quarant’anni dal grande incontro dei capi delle religioni convocato da Giovanni Paolo II ad Assisi: l’invito del vescovo Felice Accrocca a unirsi nella preghiera per la pace.
La preghiera per la pace di ottobre, nello Spirito di Assisi, cade a quarant’anni dallo storico incontro di tutti i capi delle religioni del mondo convocati da Giovanni Paolo II ad Assisi, per offrire, ognuno secondo la propria fede e tradizione, una preghiera a Dio, supplicando il dono della pace e della riconciliazione.
Il 27 ottobre ci uniamo a tanti uomini e donne sparsi nel mondo per rispondere al grido dei popoli in guerra. Ecco di seguito l’invito del nostro vescovo, mons. Felice Accrocca, che da Assisi ci sprona a esserci, nella comunione e nei piccoli ma preziosi gesti che nella semplice quotidianità costruiscono una pace disarmata e disarmante.
L’invito del vescovo
Lettera della Commissione Spirito di Assisi, Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, carissimi fratelli e sorelle di tante fedi diverse, in questo mese il consueto invito a pregare per la pace acquista un significato speciale. Il 27 ottobre ricorrono quarant’anni dall’incontro che riunì ad Assisi uomini e donne di tante tradizioni religiose. Riconosciamo in quella giornata un dono di Dio: una chiamata a mettere la preghiera e l’impegno quotidiano delle nostre comunità al servizio della pace. In quell’anniversario molti leader e fedeli di tante religioni saranno nuovamente riuniti in Assisi.
Quel dono ci affida una responsabilità. Lasciare cadere la promessa solenne di allora significherebbe sottrarci a una chiamata che oggi risuona ancora più urgente. Con umiltà francescana, chiedo a ciascuna e ciascuno di ascoltare e di rispondere all’umanità che mendica pace.
Come Francesco d’Assisi, siamo chiamati a spogliarci di ogni volontà di potenza, di ogni privilegio che ci separa dagli altri, di ogni accondiscendenza verso l’uso della forza. Siamo chiamati ad abbracciare la nonviolenza, tessuta di dialogo e di comprensione tra i popoli, di ascolto del grido dei poveri, di cura delle ferite aperte dalle troppe guerre. La fede ci chiede di avvicinarci a quelle ferite, di riconoscere ogni vittima come una sorella, un fratello, e di assumerci la fatica della riconciliazione.
I destini delle nazioni non sono interamente nelle mani di chi le governa e dei potenti della terra. Anche noi possiamo fare la nostra parte. Abbiamo una responsabilità particolare: togliere ogni giustificazione “sacra” alla violenza, impedire che il nome di Dio venga piegato a benedire le armi, non alimentare l’odio o legittimare la sopraffazione.
Preghiamo, dunque. Diamo seguito alla preghiera iniziata quarant’anni fa, lasciando che diventi parte della nostra vita e si converta in impegno. Educhiamo le nostre comunità alla pace; aiutiamo le popolazioni tra le quali viviamo a non coltivare sentimenti di vendetta; custodiamo la possibilità della riconciliazione anche dove il dolore sembra averla cancellata. La preghiera ci rende prossimi a chi soffre e ci chiede di diventare strumenti della pace che invochiamo.
In questo momento storico, nel quale il fragore delle armi e le false ragioni della guerra sembrano soffocare le voci della pace, vi invito a unirvi nella preghiera del prossimo 27 ottobre, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa. Rivolgiamoci al Dio, invocato con nomi e parole differenti, per chiedere con rinnovata fede il dono della pace e la forza di servirla.
Possa il cammino iniziato ad Assisi continuare attraverso di noi. Possa ogni nostra comunità diventare un luogo in cui si impara a incontrarsi, a custodire la dignità di ogni persona e a prendersi cura gli uni degli altri. Il Signore vi dia pace.
+ Felice Accrocca, vescovo
Assisi, ottobre 2026
