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Statut

Celotno besedilo Statuta Bratstva Evangelii Gaudium v dokončni odobritvi z dne 1. novembra 2018.

Bratstvo Evangelii Gaudium je zasebno združenje vernikov v smislu kanonov 321–326 Zakonika cerkvenega prava. Tu objavljamo celotno besedilo Statuta v dokončni odobritvi.

E tu bambino sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio…

Lc 1,76-78

Articolo 1Una vocazione per le vocazioni

1.1

L’Associazione denominata Fraternità Evangelii Gaudium (Fraternità) è costituita con sede a Poggio Morico, comune di Valfabbrica (PG), Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

1.2

Ai fini del Codice di Diritto Canonico (C.I.C) la Fraternità assume la forma di Associazione privata di fedeli ai sensi dei canoni 321–326. L’Associazione è senza scopo di lucro e ha durata illimitata.

1.3

Secondo quanto recepito dagli Orizzonti di vita - Carta di Fondazione quale espressione della comunione e della visione ecclesiale a fondamento di questa esperienza, la vocazione della Fraternità consiste nel seguire Cristo povero e crocifisso secondo l’eredità spirituale di san Francesco d’Assisi e san Pietro d’Alcantara, annunciando al mondo con gioia, attraverso il segno della vita fraterna e dell’evangelizzazione, la potenza salvifica della Sua Resurrezione e la bellezza della Chiesa, casa di fraternità per tutti.

1.4

La Fraternità è a servizio di tutte le vocazioni specifiche, una vocazione per le vocazioni, perché ciascuno, nel proprio stato di vita, possa cercare quel centuplo al quale il Vangelo chiama e contribuire in modo significativo e responsabile alla costruzione della comunità ecclesiale.

1.5

Il volto della Fraternità, unità nella diversità delle vocazioni, annuncia al mondo che tutti siamo chiamati all’amore perfetto, quello del Padre (Mt 5,48). Tale perfezione non appartiene ad un solo stato di vita, ma all’Amore. L’Amore a tutti chiede di percorrere la strada che Cristo ha tracciato nella totale disponibilità di se stessi, consapevoli che «essere Chiesa significa essere popolo di Dio, in accordo con il grande progetto d’amore del Padre» (EG, 114).

1.6

I membri della Fraternità, nel solco della spiritualità francescana alcantarina, condividono la preghiera, la formazione, l’evangelizzazione e il servizio nella carità, secondo i talenti personali e lo specifico del proprio stato di vita: «ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio» (1 Pt 4,10).

Articolo 2La vita nello Spirito

2.1

Chiamati a seguire Cristo nella sua Chiesa per il dono del battesimo e a servirlo costruendo luoghi di fraternità e di annuncio del Vangelo, riconosciamo nell’intuizione donata a Francesco d’Assisi di vivere il Vangelo come Regola e Vita il cuore della vocazione cristiana (RegB I,1).

2.1.1

Percorriamo la via della minorità sulle orme di Cristo servo (1 Pt 2,21; 2LetFed,11) mostrando al mondo una via migliore di tutte, quella della carità (1Cor 12,31-13,13). Per questo, ciascuno secondo il proprio stato di vita e la misura ispirata da Dio, abbraccia uno stile di vita sobrio ed essenziale, si assume le responsabilità della vita e del lavoro rinunciando a viverle con animo padronale, bensì in spirito di servizio e condivisione (2LetFed, 45-47).

2.1.2

La familiarità con tutti, l’accoglienza senza pregiudizio, la stima dell’altro e dei talenti che lo Spirito dona a ciascuno sono il primo segno di evangelizzazione di questa Fraternità (1Pt 1,22-23; 3,8-12).

2.1.3

Ciascuno vive del lavoro delle proprie mani (Test 20-22), ritenendo come frutto della generosità del Padre quanto riceve per le proprie fatiche, credendo fermamente che a coloro che cercano prima di tutto il Regno dei cieli e la sua giustizia il Padre dona il “di più” di cui hanno bisogno (cf. Mt 6,33). Il “di più” del Padre è restituito anche ai poveri nella carità, pagando a loro il debito dell’annuncio del Vangelo (Am XVIII, 2).

2.1.4

L’evangelizzazione è l’opera alla quale i fratelli e le sorelle della Fraternità consacrano la loro vita (1Pt 3,15). Ognuno risponde alla missione del Risorto secondo la grazia che gli è donata: come voce della Parola per chi può predicare (Mc 16,15-18; Am XX, 1), come luce che attrae nella testimonianza della vita fraterna (Gv 17,22-24), come lievito e sale nella quotidianità attraverso una testimonianza silenziosa, ma forte nella speranza (Mt 5,13-16).

2.2

Secondo l’insegnamento spirituale di Pietro d’Alcantara accogliamo l’invito del Signore a convertirci sempre, vivendo la quotidianità attenti all’azione dello Spirito del Risorto per un’evangelica riforma di noi stessi in comunione con la Chiesa.

2.2.1

Poiché la bellezza del Corpo ecclesiale ha la forma dell’amore pasquale del Figlio, meditiamo sempre la Passione, Morte e Resurrezione del Signore e Maestro Nostro Gesù Cristo, scegliendo per Grazia la misura dell’amore fino alla fine, sapendo che in questo è la vera penitenza, ovvero la conversione alla novità del Regno che sempre viene (cf. Trattato dell’Orazione III-IV).

2.2.2

Viviamo la vita in Cristo, contemplando nella preghiera il mistero della sua Umanità e della sua Divinità. Questa è la via che porta a rinascere da acqua e Spirito: «fammi uomo secondo il tuo cuore» (Trattato dell’Orazione XI, 8).

2.3

In maniera particolare, dalla spiritualità e dalla tradizione francescana alcantarina:

2.3.1

Riceviamo Maria, come discepoli amati, dal Figlio povero e crocifisso, affidando a Lei, nostra specialissima Madre, la nostra vita e la nostra vocazione (cf. Gv 19,25-27). Con Lei impariamo la via della riconciliazione (cf. Lc 2,34-35), dell’amore fino alla fine e dell’intercessione continua (cf. Gv 2,1-11), vissute nel ministero della maternità per la Chiesa e verso tutti i fratelli che il Padre ci affida (cf. At 1,14).

2.3.2

Accogliamo l’amore pasquale del Figlio nella SS. Eucarestia, contemplando la sua Umiltà e Carità (cf. Am I, 16-18). Nell’adorazione e nella celebrazione della S. Messa, quotidiana quando è possibile, ci riscopriamo fratelli, membra uniche di un solo corpo (cf. LetOrd III,30-33), intercediamo per il mondo intero e per la Chiesa, ricordando in ginocchio che contemplare il Corpo eucaristico di Cristo significa imparare a riconoscerlo nella Chiesa pellegrina nel mondo.

2.3.3

Consapevoli che per ascoltare e annunciare la Parola del Figlio è necessario conoscerla e pregarla, che non c’è discernimento senza preghiera e che la condivisione fraterna nasce da una profonda vita spirituale, riconosciamo la centralità del pregare con e nella Parola di Dio, dedicando ad essa tempo e passione, secondo le possibilità di ciascuno. «Chi è da Dio ascolta le parole di Dio» (LetOrd IV,34).

2.3.4

Secondo l’esperienza di Francesco d’Assisi e di Pietro d’Alcantara, viviamo l’alternanza di tempi dedicati al lavoro e al servizio a tempi dedicati al ritiro e alla preghiera. Attingendo alla tradizione francescana alcantarina dell’orazione prolungata e solitaria negli eremi (cf. Ordinazioni, 19) secondo le possibilità e le priorità del proprio stato di vita, entriamo più profondamente nel mistero di Dio imparando a vivere con sguardo contemplativo e spirito liturgico la quotidianità.

2.4

Tutti i membri della Fraternità intercedono gli uni per gli altri, per la Chiesa e per il mondo intero anche attraverso la Preghiera di comunione. Si incontrano spiritualmente prima di iniziare le occupazioni quotidiane nella Lode del Mattino e al termine del giorno nella Restituzione della Sera.

Articolo 3La creatività nell’evangelizzazione e nella carità

3.1

La Fraternità risponde alla chiamata ad annunciare il Vangelo della Resurrezione del Signore nel segno della condivisione tra stati di vita diversi come profezia di comunione nella Chiesa per il mondo. La vita quotidiana e la trama di relazioni fraterne costituiscono il tessuto reale dal quale scaturisce la creatività nell’evangelizzazione e nella carità. L’esigenza di ascoltare il grido dell’uomo «deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia in ciascuno di noi, per cui non si tratta di una missione riservata solo ad alcuni» (EG, 188). Essa si esprime in molteplici modi:

3.2

accompagnare i membri della Fraternità a realizzare il progetto di santità secondo il proprio stato di vita, per il bene della Chiesa e l’annuncio del Vangelo. «Questa salvezza, che Dio realizza e che la Chiesa gioiosamente annuncia, è per tutti, e Dio ha dato origine a una via per unirsi a ciascuno degli esseri umani di tutti i tempi. Ha scelto di convocarli come popolo e non come esseri isolati. Nessuno si salva da solo, cioè né come individuo isolato né con le sue proprie forze» (EG, 113).

3.3

crescere nell’amore di Dio Padre attraverso relazioni fraterne redente e costruttive; annunciare la bellezza della resurrezione del Figlio attraverso percorsi di riconciliazione, discepolato e discernimento; testimoniare la potenza dello Spirito Santo evangelizzando in fraternità come via di unità nella diversità. «La Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati» (EG, 114).

3.4

rispondere con la Chiesa al mandato del Signore Risorto per l’annuncio del Vangelo attraverso progetti di evangelizzazione e formazione, con una attenzione particolare all’accompagnamento dei giovani e delle famiglie, sapendo che il frutto di ogni azione pastorale è accompagnare ogni persona al fine per cui Dio l’ha creata, cioè la sua vocazione. Troviamo dunque «il modo di comunicare Gesù che corrisponda alla situazione in cui ci troviamo» (EG, 121).

3.5

formare ad una corresponsabile partecipazione alla vita ecclesiale locale in comunione con il Magistero del Papa e dei Vescovi, servendo la Chiesa e i bisogni del territorio. «L’autentica fede nel Figlio di Dio fatto carne è inseparabile dal dono di sé, dall’appartenenza alla comunità, dal servizio, dalla riconciliazione con la carne degli altri» (EG, 88).

3.6

rinnovare, in spirito di minorità, i contesti ecclesiali locali, i gruppi e le associazioni di appartenenza territoriale, perché la Chiesa riscopra sempre più d’essere Casa di fraternità, Madre di uomini e donne secondo il cuore di Dio. «Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza» (EG, 88).

3.7

vivere la vita fraterna e familiare praticando l’accoglienza e l’ospitalità secondo le proprie possibilità. «Quando lo facciamo, la vita ci si complica sempre meravigliosamente e viviamo l’intensa esperienza di essere popolo, l’esperienza di appartenere a un popolo» (EG, 270).

3.8

osare gesti concreti per rimuovere le cause che creano ingiustizia ed emarginazione, secondo l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa e in collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà che spendono la loro vita per la dignità e i diritti di ogni essere umano. «La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Quando questi valori vengono colpiti, è necessaria una voce profetica» (EG, 216).

Articolo 4I modi dell’appartenenza e della partecipazione

4.1

La Fraternità è un’unica famiglia spirituale composta da uomini e donne di diversa età, condizione di vita, vocazione e appartenenza ecclesiale. In comunione con tutta la Chiesa, «sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la mistica del vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (EG, 87).

4.2

Coloro che lo desiderano possono iniziare un percorso di discernimento fraterno per conoscere e approfondire la vocazione e la missione della Fraternità. Maturando la consapevolezza di essere chiamati a condividere questa vocazione per le vocazioni, fanno richiesta di incorporazione al Responsabile, il quale consultati i Custodi della Fraternità, provvede ad accogliere la Promessa come atto di incorporazione.

4.3

Incorporazione. Riguarda i fratelli e le sorelle di ogni stato di vita incorporati alla Fraternità mediante la Promessa. Essi sono le pietre vive della Fraternità (1Pt 2,4-5). In particolare la Promessa, costituisce per gli sposati una luce attraverso la quale vivere il patto coniugale e costruire il progetto della propria famiglia; per i consacrati e i presbiteri una chiamata a vivere i voti di povertà, castità e obbedienza e il sacramento dell’ordine da fratelli tra fratelli, riconoscendo che le differenti vocazioni e i carismi sono tutti a servizio dell’unità se vissuti in spirito di minorità.

4.3.1

Tra i membri incorporati, coloro che sono chiamati a consacrarsi totalmente al servizio di Dio e dei fratelli secondo il carisma e la vocazione della Fraternità, possono emettere i voti di povertà, castità e obbedienza in forma privata all’interno della Fraternità. I consacrati Evangelii Gaudium, abbracciando in modo radicale la spiritualità e la missione della Fraternità, restituiscono al mondo una testimonianza viva ed efficace della carità e della sollecitudine pastorale della Chiesa, nei contesti professionali e di impegno civile, collaborando in particolare con i pastori per la cura delle comunità cristiane, l’attenzione agli ultimi e l’evangelizzazione.

4.3.2

I fratelli e le sorelle in cammino verso la specificazione della propria vocazione vivono lo studio quotidiano, il lavoro e le relazioni, alla luce della spiritualità della Fraternità. Per crescere nella fede e nella relazione, per sperimentare una sana autonomia dalla famiglia di origine ed incominciare ad affrontare le responsabilità della vita adulta, se possibile e se indicato dal percorso di discernimento personale, scelgono di vivere almeno per un anno in case di fraternità con altri fratelli, fino a scelte più definitive di vita.

4.3.3

La Fraternità comprende anche: • membri di istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica. Essi mantengono l’appartenenza al proprio istituto perseverando nell’obbedienza al legittimo Superiore, con il permesso del quale condividono e partecipano alla spiritualità, alla vita e alle attività dell’Associazione secondo il diritto a norma del canone 307 § 3 del C.I.C.: «I membri degli istituti religiosi possono aderire alle associazioni, a norma del diritto proprio, con il consenso del proprio Superiore». • presbiteri. Perseverando nell’obbedienza al proprio Vescovo diocesano, i presbiteri condividono e partecipano alla spiritualità, alla vita e alle attività dell’Associazione per una più feconda e profonda risposta al ministero sacerdotale al quale la Misericordia di Dio li ha chiamati, a norma del canone 298 § 1 del C.I.C.: «Nella Chiesa vi sono associazioni, distinte dagli istituti di vita consacrata e dalle società di vita apostolica, in cui i fedeli, sia chierici, sia laici, sia chierici e laici insieme, tendono mediante l’azione comune, all’incremento di una vita più perfetta, o alla promozione del culto pubblico o della dottrina cristiana o ad altre forme di apostolato, quali sono iniziative di evangelizzazione, esercizio di opere di pietà o di carità, animazione dell’ordine temporale mediante lo spirito cristiano».

4.4

Amicizia. Il cammino di vita e il servizio dell’evangelizzazione fanno germogliare legami di amicizia e di condivisione con coloro che cercano il Regno dei cieli e la sua giustizia (cf. Mt 6,33). Gli Amici sono coloro che, senza incorporarsi, sostengono e partecipano alla vita della Fraternità con la preghiera, l’offerta della propria giornata a Dio, l’affetto, la comunione e la generosità.

4.5

Il Capitolo della Fraternità. Il Capitolo è celebrato e vissuto come un momento di comunione e preghiera fraterna, di condivisione e di scambio di esperienze, di formazione e crescita ecclesiale, per restituire al Signore con la lode e la gratitudine quanto opera nella vita dei fratelli e della Chiesa. Sono convocati al Capitolo della Fraternità tutti gli Incorporati. Sono invitati gli Amici e tutti coloro che desiderano condividerne la riflessione e il discernimento ecclesiale. È convocato una volta l’anno dal Responsabile in accordo con il Consiglio dei Custodi. Durante il Capitolo i membri incorporati rinnovano la Promessa e i nuovi membri la pronunciano per la prima volta.

4.6

L’Assemblea degli Incorporati. L’Assemblea è il cenacolo nel quale invocare insieme il dono dello Spirito Santo per discernere i nuovi passi ai quali la carità del Signore chiama, tracciando così fraternamente gli orizzonti pastorali per il nuovo anno. Partecipano all’Assemblea tutti i membri incorporati ed è convocata dal Responsabile in accordo con il Consiglio dei Custodi una volta l’anno durante il Capitolo della Fraternità o qualora la maggioranza qualificata degli Incorporati lo richieda. Le consultazioni proposte all’Assemblea si ritengono valide e costituiscono parere orientativo se presenti almeno la maggioranza semplice degli aventi diritto. I verbali delle assemblee sono redatti da un segretario scelto dal Responsabile generale tra i membri incorporati.

4.7

I membri incorporati alla Fraternità possono lasciare liberamente la Fraternità esprimendo per iscritto al Responsabile la loro volontà. Non è prevista altra formalità. L’appartenenza alla Fraternità decade in caso di morte o per dimissione per comprovata irregolarità nell’osservanza dello Statuto dell’Associazione. Il Responsabile, con il consenso del Consiglio dei Custodi, dopo aver tentato tutti i rimedi dettati dalla carità evangelica, può dimettere un membro incorporato all’Associazione con comunicazione motivata scritta.

Articolo 5La formazione come cammino e come servizio

5.1

La formazione, strumento essenziale per comprendere, approfondire e nutrire il cammino della vita cristiana, rappresenta un impegno prioritario per tutti i membri della Fraternità e allo stesso tempo un’urgenza pastorale alla quale la Fraternità intende rispondere. Accompagnare verso la piena consapevolezza della propria dignità filiale e verso una responsabile coscienza ecclesiale, costituisce, in maniera sintetica, il fine proprio della formazione.

5.2

La formazione comprende: • percorsi di conoscenza e discernimento ecclesiale con la Fraternità; • esperienze di formazione spirituale e pastorale per continuare a crescere «in sapienza e grazia» (Lc 2,52) nelle personali e familiari tappe di vita. La formazione privilegia la catechesi sulla vita spirituale e il discernimento, l’ecclesiologia e la teologia della vocazione, lo studio della Sacra Scrittura, delle Fonti Francescane e Alcantarine, del Magistero della Chiesa, la teologia pastorale. • proposte organiche di formazione per l’evangelizzazione ed esperienze di annuncio- missione. Le proposte si sviluppano in obbedienza alla prassi evangelica della catechesi kerygmatica-didascalica-parenetica.

5.3

Referente degli itinerari formativi e del progetto di evangelizzazione è il Responsabile che si avvarrà, di volta in volta, dell’aiuto di persone con competenze specifiche.

Articolo 6La fisionomia della Fraternità

6.1

La Fraternità ha la sua sede canonica nella Diocesi di Assisi-Nocera-Gualdo Tadino. Essa coincide con la segreteria generale della Fraternità e ne custodisce l’Archivio.

6.2

La Fraternità comprende membri residenti sul territorio nazionale italiano ed extra-nazionale. Non si limita in alcun modo l’appartenenza.

6.3

La Fraternità è organizzata in Case di Fraternità e in Fraternità Zonali. Le Case di fraternità (in forma stabile o in forma temporanea) comprendono membri di stati di vita simili o di stati di vita diversi. Nelle Case di Fraternità di stati di vita diversi, è garantito a ciascuno quanto necessario perché siano rispettate le priorità delle specifiche vocazioni. Per i ministri ordinati e le persone di vita consacrata ciò è fatto previa specifica autorizzazione dei rispettivi Ordinari. Le Fraternità Zonali comprendono membri di ogni stato di vita residenti ciascuno nelle proprie case ma territorialmente vicini gli uni agli altri.

6.4

Le fraternità sono sempre aperte all’accoglienza di tutti coloro che desiderano condividere la preghiera, la formazione e le varie attività, curando il momento dell’ospitalità con spirito fraterno e familiarità.

6.5

L’erezione ufficiale di una nuova fraternità, residenziale o zonale, spetta al Responsabile sentito il parere del Vescovo che approva il presente Statuto (Vescovo) e del Consiglio dei Custodi. La presenza di case di fraternità in forma stabile in altre diocesi in Italia o all’estero è resa nota ai rispettivi Ordinari diocesani.

Articolo 7Il servizio della custodia

7.1

Secondo la spiritualità e la vocazione della Fraternità, alcuni tra i membri incorporati sono chiamati ad essere “ministri della custodia” dei fratelli loro affidati. Nella comunione e con semplicità sostengono la vocazione e la vita spirituale dei fratelli e delle sorelle, animano gli incontri fraterni privilegiando le relazioni tra le persone, accompagnano il discernimento fraterno alla luce della Parola di Dio e della tradizione della Chiesa per la carità e l’evangelizzazione, valorizzano il carisma di ciascuno consapevoli che lo Spirito Santo compie la sua opera di cristificazione del corpo ecclesiale secondo la logica dell’incarnazione.

7.2

I ministri della custodia nella Fraternità sono: • il Consiglio dei Custodi; • il Responsabile; • i Custodi della Fraternità; • il Rappresentante legale; • l’Economo della Fraternità.

7.3

Il Consiglio dei Custodi. Convocato almeno due volte l’anno dal Responsabile, opera il discernimento comunitario per il cammino ecclesiale della Fraternità. Con intelligenza spirituale e carità favorisce il cammino dell’unità nella diversità e ne è esso stesso specchio e segno. Formano il Consiglio dei Custodi: • il Responsabile; • tutti i Custodi della Fraternità; • il Rappresentante legale; • l’Economo. Al Consiglio dei Custodi spetta: • discernere, accompagnare e verificare il cammino di tutta la Fraternità; • eleggere a maggioranza qualificata il Responsabile; • proporre, confrontare e approvare a maggioranza qualificata le proposte di modifica dello Statuto da presentare ai membri incorporati riuniti in Assemblea e all’approvazione del Vescovo.

• discernere gli orientamenti e le proposte a livello formativo e a livello pastorale; • dar voce e confrontare le domande, le osservazioni e le proposte che giungono dalle diverse fraternità; • supervisionare la gestione economica dell’Associazione, approvando il bilancio preventivo e consuntivo. Le sedute si ritengono valide se presenti almeno la maggioranza semplice degli aventi diritto. I verbali dei consigli sono redatti da un segretario scelto dal Responsabile tra i membri del Consiglio stesso.

7.4

Il Responsabile. Il Responsabile è eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio dei Custodi e dura in carica tre anni, rinnovabili per tre mandati consecutivi. La nomina va sottoposta alla conferma del Vescovo che approva il presente Statuto (d’ora in poi Vescovo). Al Responsabile compete, in modo collaborativo e corresponsabile: • custodire la vocazione e la vita della Fraternità e dei suoi membri; • sostenere l’impegno dei membri per l’evangelizzazione e la carità; • discernere gli itinerari formativi della Fraternità; • accogliere la richiesta di ammissione di nuovi membri ed erigere nuove fraternità; • convocare ogni sei mesi, e comunque ogni qualvolta che egli ne ravvisi la necessità o venga richiesto a maggioranza semplice dai Custodi, il Consiglio dei Custodi; • convocare una volta l’anno il Capitolo della Fraternità; • nominare l’Economo, con il consenso del Consiglio dei Custodi; • insieme all’Economo, dar conto al Consiglio dei Custodi, del Fondo Comune della Fraternità; • affidare incarichi a membri della Fraternità a seconda delle necessità che si presentano; • relazionare periodicamente al Vescovo sulla vita e le attività della Fraternità e sentirne il parere per l’erezione di nuove case; • mantenere rapporti di comunione e collaborazione con le diverse istituzioni e associazioni civili ed ecclesiali, in particolare con l’Istituto delle Suore Francescane Alcantarine.

7.5

I Custodi della Fraternità. I Custodi sono nominati tra i membri incorporati dal Responsabile sentito il parere del Consiglio. I Custodi possono essere responsabili di Case di fraternità, responsabili di fraternità zonali o incaricati per particolari necessità della Fraternità. Durano in carica tre anni, rinnovabili per tre mandati consecutivi. Ai Custodi spetta: • custodire la fraternità convocando i membri per gli incontri locali, con attenzione sollecita alla vita e alle necessita dei fratelli; • guidare e animare gli incontri locali; • partecipare alle convocazioni del Consiglio dei Custodi, adoperandosi con creatività e senso ecclesiale per il cammino di tutti in comunione con le chiese locali; • essere strumento di comunione e collegamento tra le case e le fraternità zonali.

7.6

Il Rappresentante Legale. Nominato dal Responsabile tra i membri incorporati con il parere positivo del Vescovo e del Consiglio dei Custodi, il Rappresentante legale riceve un mandato non soggetto a limite di tempo. Dura in carica fino a che il Responsabile con il Consiglio ne ravvisi la necessità e il suo incarico è compatibile con quello di Economo. Al Rappresentante Legale compete: • rispondere in sede civile dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio; • disporre del potere di firma sociale; • rispondere degli atti amministrativi compiuti in nome e per conto dell’Associazione.

7.7

L’Economo della Fraternità. L’Economo della Fraternità è nominato dal Responsabile tra i membri incorporati, previo consenso del Consiglio dei Custodi, con mandato di tre anni, rinnovabili per tre mandati consecutivi. È responsabilità dell’Economo: • amministrare le entrate e le uscite del Fondo Comune della Fraternità in accordo con il Responsabile e il Consiglio dei Custodi; • adoperarsi per sollecitare la generosità dei benefattori della Fraternità; • redigere e presentare semestralmente al Consiglio dei Custodi il bilancio consuntivo relativo al Fondo Comune; • presentare il bilancio preventivo al Consiglio dei Custodi qualora si dovesse incorrere in spese particolarmente impegnative per le attività della Fraternità o per sostenere nella carità i fratelli e i poveri.

7.8

La Fraternità è soggetta, nelle sue fraternità e nelle case della fraternità, alla vigilanza dell’Ordinario del luogo a norma dei canoni 305 e 325 del C.I.C. In maniera particolare il Vescovo che ha approvato lo Statuto e nella cui Diocesi essa ha la sede canonica ha la facoltà di: • verificare le attività dell’Associazione; • richiedere in qualsiasi momento il rendiconto economico; • approvare le modifiche allo Statuto;

• approvare la nomina del Responsabile e del Rappresentante legale; • sciogliere l’Associazione se la sua attività danneggia gravemente la disciplina e la dottrina ecclesiastica o provoca grave scandalo dei fedeli, secondo quanto stabilito dal diritto.

7.9

La Fraternità può essere sciolta dall’Assemblea degli Incorporati riuniti in Capitolo attraverso un unico scrutinio con la maggioranza di due terzi dei membri aventi diritto.

7.10

L’appartenenza, in qualsiasi forma, alla Fraternità è compatibile con l’appartenenza o il servizio in altre associazioni, istituzioni o gruppi ecclesiali, soprattutto parrocchiali.

Articolo 8L’amministrazione dei beni

8.1

Tutti i membri della Fraternità provvedono al proprio sostentamento lavorando e gestendo personalmente il denaro e le loro proprietà, secondo lo stile e le priorità del carisma di fondazione. I religiosi appartenenti a istituti di vita consacrata si attengono agli accordi presi con il proprio legittimo Superiore. I consacrati nella Fraternità danno particolare testimonianza di sobrietà e condivisione, scegliendo preferibilmente la via della comunione dei beni tra loro e con i poveri.

8.2

È costituito un Fondo Comune della Fraternità, amministrato dall’Economo e supervisionato dal Responsabile e dal Consiglio dei Custodi, secondo quanto definito agli articoli 7.3, 7.4 e 7.7 del presente Statuto. Il Fondo Comune sostiene le attività della Fraternità, permette di provvedere ai fratelli in difficoltà qualora se ne presentasse la necessità e alla condivisione con i poveri.

8.3

Contribuiscono al Fondo Comune della Fraternità: • le libere elargizioni dei membri della Fraternità; • le libere offerte di benefattori e amici della Fraternità; • i contributi e i proventi delle attività e del servizio svolto dalla Fraternità; • il ricavato di raccolta fondi a favore delle necessità e delle attività della Fraternità. Non è prevista alcuna quota associativa. Tutte le prestazioni dei membri per la Fraternità sono gratuite e non prevedono alcun compenso.

8.4

In caso di scioglimento o estinzione della Fraternità il Fondo Comune sarà destinato al Vescovo il quale provvederà a devolverlo per le necessità dei poveri.

8.5

La gestione economica delle Case di fraternità è responsabilità dei membri che vi abitano, i quali decideranno in che modo e in che misura sperimentare una certa comunione nell’uso dei beni. Di questo fanno comunicazione al Responsabile. In ogni caso, nelle Case di fraternità come nelle Fraternità Zonali, ogni fratello e ogni sorella abbia la libertà e la fiducia di manifestare le proprie necessità e difficoltà e sia, dal Custode e da tutti, accolto con benignità. Nessuno manchi del necessario.

Articolo 9Disposizione finale

Per quanto non previsto o non esplicitamente espresso nel presente Statuto, valgono le norme del C.I.C. applicabili alle associazioni private di fedeli.

Articolo 10Disposizione transitoria

Per il tempo necessario alla crescita e al consolidamento della Fraternità, il Responsabile coincide con il Fondatore dell’Associazione. La durata di tale tempo sarà giudicata dal Vescovo che approva il presente Statuto sentito il Responsabile e il Consiglio dei Custodi. In caso di rinuncia, di morte del Responsabile, di inabilità permanente o di dimissione decretata dal Vescovo a norma del diritto, il Consiglio dei Custodi eleggerà a maggioranza qualificata un nuovo Responsabile tra gli Incorporati. La nuova nomina dovrà essere approvata dal Vescovo.

Fraternità Evangelii Gaudium

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