Obzorja življenja
Ustanovna listina Bratstva: sad poti cerkvenega razločevanja, ki se je začela leta 2009 pri Santa Maria degli Angeli.
Obzorja življenja je ustanovna listina Bratstva Evangelii Gaudium, izročena v Poggio Moricu 1. novembra 2018. Tu objavljamo celotno besedilo v izvirniku.
R-Accogliamo in queste brevi righe il frutto del cammino di discernimento ecclesiale iniziato nel 2009 a Santa Maria degli Angeli alla luce dell’esperienza evangelica di san Francesco d’Assisi alla Porziuncola e nel solco della passione riformatrice di san Pietro d’Alcantara: un lungo percorso “in carovana” condiviso con numerosi giovani, famiglie, consacrati e sacerdoti. Il desiderio di tanti fratelli, di poter vivere il proprio battesimo a servizio delle Chiese locali con maggiore consapevolezza e responsabilità ecclesiale ha illuminato alcune priorità di vita che non appartengono ad una sola vocazione in specifico, ma a tutte le vocazioni come segno di unità nella diversità, ovvero la fraternità come stile ecclesiale e l’evangelizzazione come urgenza pastorale. Dopo aver a lungo pregato, ascoltato la Parola e le Fonti, approfondito la visione ecclesiale e il magistero di Papa Francesco, dopo esserci confrontati con alcuni pastori e con quanti nella Chiesa hanno già raccolto il “come” oggi lo Spirito parla alle Chiese, desideriamo consegnare le nostre vite e le nostre vocazioni alla Chiesa. Abbiamo compreso che non si tratta di inventare nuovi metodi pastorali o di ottimizzare l’organizzazione della vita ecclesiale ma di riscoprire e ripartire dall’immagine e somiglianza della quale siamo stati creati, cioè l’Amore che unisce il Padre e il Figlio in una comunione viva e creativa. Tutto questo si è concretizzato in un’esperienza ecclesiale di comunione tra le diverse vocazioni, via concreta per poter collaborare alla gioia dei fratelli nel servizio dell’accompagnamento spirituale, della formazione, nella condivisione di vita, dell’evangelizzazione e della carità.
FRANCESCO, EVANGELII GAUDIUM 276La sua resurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della resurrezione.
Poggio Morico, 1 novembre 2018 · I fratelli e le sorelle della Fraternità Evangelii Gaudium
1Una vocazione per le vocazioni
La Fraternità è un’unica famiglia spirituale composta da uomini e donne di diversa età, condizione di vita, vocazione e appartenenza ecclesiale. In comunione con tutta la Chiesa, «sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la mistica del vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (EG, 87).
La vocazione della Fraternità consiste nel seguire Cristo povero e crocifisso secondo l’eredità spirituale di san Francesco d’Assisi e san Pietro d’Alcantara, annunciando al mondo con gioia, attraverso il segno della vita fraterna e dell’evangelizzazione, la potenza salvifica della Sua Resurrezione e la bellezza della Chiesa, casa di fraternità per tutti.
La Fraternità è a servizio di tutte le vocazioni specifiche, una vocazione per le vocazioni, perché ciascuno, nel proprio stato di vita, possa cercare quel centuplo al quale il Vangelo chiama e contribuire in modo significativo e responsabile alla costruzione della comunità ecclesiale.
Il volto della Fraternità, unità nella diversità delle vocazioni, annuncia al mondo che tutti siamo chiamati all’amore perfetto, quello del Padre (Mt 5,48). Tale perfezione non appartiene ad un solo stato di vita, ma all’Amore. L’Amore a tutti chiede di percorrere la strada che Cristo ha tracciato nella totale disponibilità di se stessi, consapevoli che «essere Chiesa significa essere popolo di Dio, in accordo con il grande progetto d’amore del Padre» (EG, 114).
I membri della Fraternità, nel solco della spiritualità francescana alcantarina, condividono la preghiera, la formazione, l’evangelizzazione e il servizio nella carità, secondo i talenti personali e lo specifico del proprio stato di vita: «ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio» (1 Pt 4,10).
2La vita nello Spirito
Chiamati a seguire Cristo nella sua Chiesa per il dono del battesimo e a servirlo costruendo luoghi di fraternità e di annuncio del Vangelo, riconosciamo nell’intuizione donata a Francesco d’Assisi di vivere il Vangelo come Regola e Vita il cuore della vocazione cristiana (RegB I,1).
Percorriamo la via della minorità sulle orme di Cristo servo (1 Pt 2,21; 2LetFed,11) mostrando al mondo una via migliore di tutte, quella della carità (1Cor 12,31-13,13). Per questo, ciascuno secondo il proprio stato di vita e la misura ispirata da Dio, abbraccia uno stile di vita sobrio ed essenziale, si assume le responsabilità della vita e del lavoro rinunciando a viverle con animo padronale, bensì in spirito di servizio e condivisione (2LetFed, 45-47).
La familiarità con tutti, l’accoglienza senza pregiudizio, la stima dell’altro e dei talenti che lo Spirito dona a ciascuno sono il primo segno di evangelizzazione di questa Fraternità (1Pt 1,22-23; 3,8-12).
Ciascuno vive del lavoro delle proprie mani (Test 20-22), ritenendo come frutto della generosità del Padre quanto riceve per le proprie fatiche, credendo fermamente che a coloro che cercano prima di tutto il Regno dei cieli e la sua giustizia il Padre dona il “di più” di cui hanno bisogno (cf. Mt 6,33). Il “di più” del Padre è restituito anche ai poveri nella carità, pagando a loro il debito dell’annuncio del Vangelo (Am XVIII, 2).
L’evangelizzazione è l’opera alla quale i fratelli e le sorelle della Fraternità consacrano la loro vita (1Pt 3,15). Ognuno risponde alla missione del Risorto secondo la grazia che gli è donata: come voce della Parola per chi può predicare (Mc 16,15-18; Am XX, 1), come luce che attrae nella testimonianza della vita fraterna (Gv 17,22-24), come lievito e sale nella quotidianità attraverso una testimonianza silenziosa, ma forte nella speranza (Mt 5,13-16).
Secondo l’insegnamento spirituale di Pietro d’Alcantara accogliamo l’invito del Signore a convertirci sempre, vivendo la quotidianità attenti all’azione dello Spirito del Risorto per un’evangelica riforma di noi stessi in comunione con la Chiesa.
Poiché la bellezza del Corpo ecclesiale ha la forma dell’amore pasquale del Figlio, meditiamo sempre la Passione, Morte e Resurrezione del Signore e Maestro Nostro Gesù Cristo, scegliendo per Grazia la misura dell’amore fino alla fine, sapendo che in questo è la vera penitenza, ovvero la conversione alla novità del Regno che sempre viene (cf. Trattato dell’Orazione III-IV).
Viviamo la vita in Cristo, contemplando nella preghiera il mistero della sua Umanità e della sua Divinità. Questa è la via che porta a rinascere da acqua e Spirito: «fammi uomo secondo il tuo cuore» (Trattato dell’Orazione XI, 8).
In maniera particolare, dalla spiritualità e dalla tradizione francescana alcantarina:
Riceviamo Maria, come discepoli amati, dal Figlio povero e crocifisso, affidando a Lei, nostra specialissima Madre, la nostra vita e la nostra vocazione (cf. Gv 19,25-27). Con Lei impariamo la via della riconciliazione (cf. Lc 2,34-35), dell’amore fino alla fine e dell’intercessione continua (cf. Gv 2,1-11), vissute nel ministero della maternità per la Chiesa e verso tutti i fratelli che il Padre ci affida (cf. At 1,14).
Accogliamo l’amore pasquale del Figlio nella SS. Eucarestia, contemplando la sua Umiltà e Carità (cf. Am I, 16-18). Nell’adorazione e nella celebrazione della S. Messa, quotidiana quando è possibile, ci riscopriamo fratelli, membra uniche di un solo corpo (cf. LetOrd III,30-33), intercediamo per il mondo intero e per la Chiesa, ricordando in ginocchio che contemplare il Corpo eucaristico di Cristo significa imparare a riconoscerlo nella Chiesa pellegrina nel mondo.
Consapevoli che per ascoltare e annunciare la Parola del Figlio è necessario conoscerla e pregarla, che non c’è discernimento senza preghiera e che la condivisione fraterna nasce da una profonda vita spirituale, riconosciamo la centralità del pregare con e nella Parola di Dio, dedicando ad essa tempo e passione, secondo le possibilità di ciascuno. «Chi è da Dio ascolta le parole di Dio» (LetOrd IV,34).
Secondo l’esperienza di Francesco d’Assisi e di Pietro d’Alcantara, viviamo l’alternanza di tempi dedicati al lavoro e al servizio a tempi dedicati al ritiro e alla preghiera. Attingendo alla tradizione francescana alcantarina dell’orazione prolungata e solitaria negli eremi (cf. Ordinazioni, 19) secondo le possibilità e le priorità del proprio stato di vita, entriamo più profondamente nel mistero di Dio imparando a vivere con sguardo contemplativo e spirito liturgico la quotidianità.
Tutti i membri della Fraternità intercedono gli uni per gli altri, per la Chiesa e per il mondo intero anche attraverso la Preghiera di comunione. Si incontrano spiritualmente prima di iniziare le occupazioni quotidiane nella Lode del Mattino e al termine del giorno nella Restituzione della Sera.
3La creatività nell’evangelizzazione e nella carità
La Fraternità risponde alla chiamata ad annunciare il Vangelo della Resurrezione del Signore nel segno della condivisione tra stati di vita diversi come profezia di comunione nella Chiesa per il mondo. La vita quotidiana e la trama di relazioni fraterne costituiscono il tessuto reale dal quale scaturisce la creatività nell’evangelizzazione e nella carità. L’esigenza di ascoltare il grido dell’uomo «deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia in ciascuno di noi, per cui non si tratta di una missione riservata solo ad alcuni» (EG, 188). Essa si esprime in molteplici modi:
accompagnare i membri della Fraternità a realizzare il progetto di santità secondo il proprio stato di vita, per il bene della Chiesa e l’annuncio del Vangelo. «Questa salvezza, che Dio realizza e che la Chiesa gioiosamente annuncia, è per tutti, e Dio ha dato origine a una via per unirsi a ciascuno degli esseri umani di tutti i tempi. Ha scelto di convocarli come popolo e non come esseri isolati. Nessuno si salva da solo, cioè né come individuo isolato né con le sue proprie forze» (EG, 113).
crescere nell’amore di Dio Padre attraverso relazioni fraterne redente e costruttive; annunciare la bellezza della resurrezione del Figlio attraverso percorsi di riconciliazione, discepolato e discernimento; testimoniare la potenza dello Spirito Santo evangelizzando in fraternità come via di unità nella diversità. «La Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati» (EG, 114).
rispondere con la Chiesa al mandato del Signore Risorto per l’annuncio del Vangelo attraverso progetti di evangelizzazione e formazione, con una attenzione particolare all’accompagnamento dei giovani e delle famiglie, sapendo che il frutto di ogni azione pastorale è accompagnare ogni persona al fine per cui Dio l’ha creata, cioè la sua vocazione. Troviamo dunque «il modo di comunicare Gesù che corrisponda alla situazione in cui ci troviamo» (EG, 121).
formare ad una corresponsabile partecipazione alla vita ecclesiale locale in comunione con il Magistero del Papa e dei Vescovi, servendo la Chiesa e i bisogni del territorio. «L’autentica fede nel Figlio di Dio fatto carne è inseparabile dal dono di sé, dall’appartenenza alla comunità, dal servizio, dalla riconciliazione con la carne degli altri» (EG, 88).
rinnovare, in spirito di minorità, i contesti ecclesiali locali, i gruppi e le associazioni di appartenenza territoriale, perché la Chiesa riscopra sempre più d’essere Casa di fraternità, Madre di uomini e donne secondo il cuore di Dio. «Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza» (EG, 88).
vivere la vita fraterna e familiare praticando l’accoglienza e l’ospitalità secondo le proprie possibilità. «Quando lo facciamo, la vita ci si complica sempre meravigliosamente e viviamo l’intensa esperienza di essere popolo, l’esperienza di appartenere a un popolo» (EG, 270).
osare gesti concreti per rimuovere le cause che creano ingiustizia ed emarginazione, secondo l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa e in collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà che spendono la loro vita per la dignità e i diritti di ogni essere umano. «La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Quando questi valori vengono colpiti, è necessaria una voce profetica» (EG, 216).
